Il fenomeno del Deepfake: cos’è e i rischi connessi

Il termine deepfake è un neologismo che nasce nel 2017 e deriva dall’unione dei termini “fake” (falso) e “deep learning”, una particolare tecnologia di intelligenza artificiale in grado di riprodurre l’immagine umana partendo da contenuti reali.

I deepfake riproducono dei contenuti multimediali (foto, video e audio) che, partendo da immagini e audio reali, ricreano o modificano in modo estremamente realistico, i movimenti, le caratteristiche fisiche e la voce di un determinato soggetto.

Il prodotto finale è un falso ricreato digitalmente ma la materia di partenza è sempre costituita dalle immagini e dalla voce reali di una persona.

Inizialmente le tecnologie deepfake erano poco diffuse e molto costose, riservate quasi esclusivamente alla creazione di effetti speciali cinematografici ma negli ultimi anni la loro creazione e diffusione sono considerevolmente aumentate.

Complice lo sviluppo tecnologico, si sono diffusi rapidamente app e software che permettono di realizzare deepfake, anche molto elaborati e realistici, utilizzando semplicemente un comune smartphone.

Ovviamente con l’aumentata diffusione dei deepfake sono aumentati anche i rischi connessi, soprattutto legati alla sfera della privacy.

deepfake che cosa è

Riservatezza e dignità a rischio con il deepfake

I soggetti riprodotti nei deepfake, soprattutto se a loro insaputa, non solo perdono il controllo della rappresentazione e della diffusione della loro “immagine fisica”, ma possono essere anche privati del controllo sulle loro reali opinioni e sulle loro idee.

Gli individui presenti nei deepfake potrebbero essere rappresentati in situazioni apparentemente compromettenti o lesive per la loro dignità e reputazione, ad esempio mentre svolgono attività criminali o in contesti pornografici, mentre si trovano in luoghi che in realtà non hanno mai visitato o mentre interagiscono con persone che non hanno mai frequentato.

Inoltre, le immagini e i discorsi possono essere distorti artificialmente o ricreati e, proprio per questo, possono essere travisati e trasmettere un messaggio distorto ben lontano dagli ideali della persona coinvolta.

Un deepfake può quindi ricreare dei contenuti che contengono riferimenti ad attività mai svolte e situazioni mai effettivamente avvenute e può rappresentare una grave minaccia per la riservatezza, la dignità e la reputazione delle persone, soprattutto se all’oscuro di tutto e coinvolte inconsapevolmente.


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È utile richiamare un altro risvolto legato al deepfake: se i contenuti riguardano personaggi pubblici possono in qualche modo contribuire alla diffusione di fake news o alla disinformazione.

Ad esempio, screditare un leader politico ricorrendo a deepfake influenzerà sicuramente le preferenze dell’elettorato, così come è possibile manipolare l’opinione pubblica ricorrendo a deepfake che coinvolgono un personaggio pubblico dotato di particolare credibilità.

I rischi del deepfake

Conseguenze e rischi del deepfake:

  • la persona coinvolta è vittima di denigrazione e prese in giro e subisce gravi conseguenze per la sua reputazione e dignità;
  • la persona coinvolta è vittima di ricatti per evitare la diffusione di contenuti falsi e compromettenti;
  • diffusione di fake news, soprattutto se sono coinvolti personaggi pubblici dotati di credibilità;
  • attività telematiche illecite (conseguente accesso a informazioni private altrui) che possono portare a conseguenze piuttosto gravi come furto di identità, truffe ecc.;
  • accesso abusivo a sistemi che utilizzano misure di protezione e sicurezza basate sul riconoscimento di dati biometrici vocali e facciali.

Il deepnude

In questa particolare tipologia di deepfake le persone possono essere rappresentate nude, in pose o situazioni più o meno compromettenti.

I volti delle persone (di qualsiasi età) possono essere “innestati” sulle immagini di corpi di altri individui nudi o impegnati in pose o svolgimento di attività di natura sessuale.

Alcune tecnologie del deepnude permettono di prendere immagini di persone vestite e spogliarle, ricreando in modo estremamente realistico l’aspetto che avrebbe il corpo svestito.

L’invasività di tali pratiche è evidente: i deepnude non solo creano un danno alla dignità delle persone ma possono essere utilizzati con un intento criminale ben preciso, come ad esempio per screditare o ricattare qualcuno (anche attraverso la pratica del revenge porn) o peggio per alimentare pratiche abominevoli e reati gravissimi come la pornografia illegale o la pedopornografia.

deepfake come proteggersi

Proteggersi dai deepfake

Il primo e più efficace strumento di difesa è sempre rappresentato da un atteggiamento responsabile e dall’attenzione degli utenti: l’informazione e l’adozione di un comportamento consapevole rappresentano una delle principali misure di prevenzione e protezione.

Ecco alcuni suggerimenti utili per prevenire il fenomeno ed evitarne la diffusione:

  • non diffondere in modo incontrollato immagini, video o vocali personali o dei propri cari (soprattutto se soggetti minorenni). Ricordiamo che “il web è per sempre”, se condividiamo un contenuto online ne perdiamo il controllo, non sappiamo chi se ne approprierà e non saremo mai in grado di garantirne una cancellazione definitiva;
  • non condividere un deepfake, soprattutto se si crede che questo sia stato creato all’insaputa della vittima e se si ritiene che sia stato utilizzato in modo da compiere un reato o una violazione della riservatezza rivolgersi alle Autorità Competenti;
  • prestare attenzione ai contenuti multimediali che visioniamo o riceviamo quotidianamente. Non è semplice ma si può imparare a riconoscere un deepfake, alcuni aspetti possono rivelare la falsità di foto, audio e video, nello specifico:
    • le immagini potrebbero apparire sfocate o sgranate;
    • il tono, gli accenti delle voci e i suoni potrebbero essere distorti;
    • alcuni dettagli potrebbero apparire deformati o sproporzionati nel contesto generale;
    • le persone presenti potrebbero sembrare “staccate” dallo sfondo, come se le immagini fossero state sovrapposte in un secondo momento;
    • gli occhi (in particolare pupille e iride) dei soggetti coinvolti potrebbero apparire stranamente fissi o muoversi in modo innaturale;
    • i movimenti della bocca potrebbero non corrispondere a quelli necessari per emettere i suoni riprodotti;
    • potrebbero essere presenti luci e ombre anomale (ad esempio luci e ombre fisse che non variano al variare dei movimenti del corpo).

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