Differenze tra Ferie, Permessi e ROL

Il rapporto lavorativo prevede tre momenti di non lavoro a cui i dipendenti hanno diritto:

  • Ferie
  • Permessi
  • Riduzione dell’Orario di Lavoro (ROL)

Di seguito il Consulente del Lavoro di Studio Scudo elenca le principali differenze relative alle tre tipologie di assenze giustificate (giorni e ore maturati) che compaiono nella busta paga e che possono essere difficili da interpretare. Si precisa che ogni contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) stabilisce dei diversi parametri, ma i principi da applicare sono i medesimi e di seguito vengono esplicitati i concetti generali.

Le ferie (il codice civile prevede un minimo di 4 settimane all’anno) sono assenze calcolate per giorni, consecutive (più giorni successivi), maturate mensilmente e concesse anche in base a specifiche esigenze dell’azienda, oltre che del dipendente.

I permessi ex festività sono ore aggiuntive per le festività soppresse, istituiti per compensare la cancellazione di giorni festivi riconosciuti in passato che poi sono stati “declassati” a giorni feriali. Tali permessi possono variare da un anno all’altro perché sono riconosciuti soltanto se l’ex festività non cade di domenica.

I permessi retribuiti consentono al dipendente di assentarsi dal lavoro senza perdere la paga e, oltre ai “permessi ex festività” e ai ROL (di seguito descritti), ci sono molti altri permessi a cui hanno diritto i lavoratori, i principali sono elencati nell’ultimo paragrafo di questo articolo.

I ROL sono una tipologia specifica di permessi retribuiti: ore di astensione dal lavoro. Vengono maturati mensilmente da tutti i lavoratori dipendenti e possono essere fruiti individualmente (impegni o esigenze familiari, previo consenso del datore di lavoro) o collettivamente per particolari esigenze aziendali.

Diritto alle ferie

Il codice civile stabilisce il diritto del lavoratore ad un periodo di ferie, possibilmente continuativo, nel tempo che l’imprenditore stabilisce, tenuto conto delle esigenze dell’impresa e degli interessi del prestatore di lavoro.

Il diritto alle ferie non è solamente un diritto dovuto allo svolgimento di prestazioni lavorative, ma soddisfa anche esigenze psicologiche fondamentali del lavoratore, consentendo allo stesso di partecipare più incisivamente alla vita familiare e sociale e tutelando il suo diritto alla salute, nell’interesse dello stesso datore di lavoro.

La durata delle ferie

Il lavoratore ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a 4 settimane. I CCNL possono stabilire condizioni di miglior favore. Tale periodo va goduto per almeno 2 settimane, consecutive in caso di richiesta del lavoratore, nell’anno di maturazione e, per le restanti 2 settimane, nei 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione. La contrattazione collettiva può variare (di poco) alcuni di questi parametri.

La monetizzazione delle ferie non godute non è possibile, salvo nel caso di cessazione del rapporto di lavoro o con riferimento a giorni di ferie eccedenti le 4 settimane. I ROL, a differenza delle ferie, possono essere pagati invece che goduti.


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Quando si maturano le ferie

Per la maturazione dei giorni di ferie sono conteggiati anche il periodo di prova, i periodi di servizio prestati (la frazione di mese superiore a 15 giorni è considerata come mese intero) nonché quelli di assenza per le seguenti cause:

  • malattia;
  • infortunio sul lavoro;
  • maternità obbligatoria;
  • congedo matrimoniale;
  • altri permessi retribuiti.

Quando NON si maturano le ferie

Il diritto alle ferie non matura durante le seguenti assenze:

  • aspettativa senza assegni;
  • congedo parentale (maternità facoltativa);
  • sospensione dal lavoro per motivi congiunturali e durante i periodi di sospensione per Cassa Integrazione Guadagni (CIG).

Quando utilizzare le ferie

Il datore di lavoro può scegliere il periodo in cui le ferie devono essere fruite per poter organizzare e dirigere al meglio l’impresa. Al lavoratore compete soltanto la possibilità di indicare il periodo entro il quale intende fruire del riposo annuale.

L’imprenditore non può spezzare il riposo feriale in periodi brevi e deve consentire al lavoratore di usufruire integralmente del periodo di ferie che annualmente gli compete nel corso dell’anno, pur nell’ambito delle collocazioni temporali decise dal datore di lavoro.

Le festività nazionali ed infrasettimanali cadenti nel periodo di ferie danno luogo al relativo trattamento economico, senza prolungamento del periodo feriale.

Le ferie non possono coincidere con il periodo di preavviso.

La normativa, in caso di risoluzione del rapporto di lavoro, non esclude l’obbligo di corresponsione dell’indennità sostitutiva qualora l’integrale fruizione sia risultata impossibile.

Assenze dal lavoro

L’assenza dal lavoro deve essere comunicata entro 24 ore (anche verbalmente) e il lavoratore deve giustificarla entro il predetto termine. Se l’assenza si prolunga per diversi giorni non è più sufficiente la giustificazione verbale.

Solitamente, dopo 5 giorni di assenza ingiustificata, il lavoratore può essere licenziato con perdita dell’indennità di preavviso.

Quali sono i Permessi retribuiti

All’inizio dell’articolo sono stati definiti i “permessi ex festività” e i ROL, ma ci sono molti altri permessi retribuiti; i più diffusi e riconosciuti dai vari CCNL di settore sono:

  • Permessi per lavoratori studenti: i lavoratori studenti, compresi quelli universitari, che devono sostenere prove di esame, hanno diritto a fruire di permessi giornalieri retribuiti.
  • Permessi elettorali: il diritto all’assenza retribuita viene riconosciuto non solo ai lavoratori che svolgono le funzioni presso gli uffici elettorali, ma anche ai rappresentanti di lista.
  • Permessi sindacali: i rappresentanti sindacali aziendali hanno diritto a permessi retribuiti per l’espletamento del loro mandato.
  • Permessi ai lavoratori donatori di midollo osseo: si riconosce al lavoratore dipendente il diritto di conservare la normale retribuzione per le giornate di degenza ospedaliera occorrenti al prelievo del sangue midollare nonché per le successive giornate di convalescenza che l’equipe medica che ha effettato il trapianto ritenga necessarie ai fini del completo riprestino dello stato fisico del donatore stesso.
  • Permessi ai donatori di sangue: hanno diritto ad una giornata di riposo.
  • Permessi e congedi per l’assistenza a disabili in condizioni di gravità: oltre che a favore dei lavoratori genitori di bambini disabili, il legislatore prevede agevolazioni anche a favore di altri lavoratori che hanno cura di persone disabili in stato di gravità.
  • Permessi per lutto o grave infermità di un familiare: i lavoratori hanno diritto a 3 giorni all’anno di permesso retribuito in caso di decesso o di documentata grave infermità del coniuge, anche se legalmente separato, di un parente entro il secondo grado anche se non convivente oppure di un componente la famiglia anagrafica del lavoratore stesso.

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