Fringe Benefit e Welfare Aziendale

Il Consulente del Lavoro di Studio Scudo in questo articolo approfondisce la tematica del Welfare Aziendale e dei Fringe Benefit.

Cos’è il Welfare Aziendale?

Il Welfare Aziendale è l’insieme dei benefici e prestazioni erogate dall’azienda al personale nell’intento di integrare la componente monetaria della retribuzione sia in funzione di sostegno al reddito sia in funzione di miglioramento della vita privata e lavorativa. L’erogazione del Welfare Aziendale ha finalità di tipo assistenziale, come strumento di conciliazione di vita lavoro. Si tratta di beni e servizi comprati dall’azienda e poi erogati al personale.

Il Welfare Aziendale deve essere offerto o messo a disposizione alla generalità del personale dipendente o di categorie omogenee di essi. Deve essere istituito e regolamentato mediante accordo/contratto, regolamento interno o come atto unilaterale.

Alcune forme più comuni di Welfare Aziendale sono:

  • polizze sanitarie;
  • previdenza complementare;
  • asili nido;
  • spese mediche;
  • abbonamenti ai trasporti.

Il Welfare Aziendale per gli Amministratori

Anche gli amministratori e le amministratrici dell’azienda possono beneficiare del Welfare Aziendale, a condizione che:

  • i compensi amministratore siano assimilabili al reddito da lavoro dipendente (per reddito assimilato si intende un reddito “comparabile” al reddito da lavoro dipendente, cioè diverso dal lavoro autonomo, che prevede obblighi di versamento di contributi ed imposte da parte dell’azienda quale sostituto d’imposta);
  • sussista un vincolo di subordinazione tra gli amministratori/amministratrici e la società (pertanto la decisione deve provenire da un organo superiore, quale il CdA o l’assemblea dei soci).
fringe benefit welfare aziendale

Nel caso siano soddisfatti i predetti requisiti, gli amministratori e le amministratrici potranno essere destinatari del piano welfare e allora occorrerà garantire il rispetto della regola delle categorie omogenee. In particolare:

  • se l’amministratore è unico, dovrà rientrare all’interno di una categoria più ampia ed estesa ad altri soggetti non amministratori;
  • se gli amministratori sono molteplici, si potrà anche creare una categoria omogenea “amministratori”: le categorie omogenee devono essere composte da almeno due lavoratori/lavoratrici che potranno beneficiare dello stesso importo.

Cos’è il Fringe Benefit?

I Fringe Benefit (in italiano “benefici accessori”) sono una forma di welfare aziendale. Si tratta di compensi in natura (non somme di denaro, ma beni o servizi) che vengono concessi dall’azienda al personale in aggiunta alla retribuzione.

Di seguito gli esempi più comuni di Fringe Benefit:

  • telefono cellulare;
  • personal computer (PC);
  • buoni pasto, buoni spesa;
  • gift card;
  • abitazione in affitto;
  • auto aziendale.

Il Fringe Benefit è un accordo individuale tra l’azienda e il lavoratore o lavoratrice all’atto dell’assunzione o in un momento successivo.


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Auto aziendale a uso promiscuo in Fringe Benefit

La concessione dell’auto aziendale per esigenze di lavoro e personali (uso promiscuo) è considerata un Fringe Benefit, ossia una forma di reddito maturato in relazione a compensi diversi dal denaro, soggetto a tassazione. La norma prevede che le persone che usufruisco di tale benefit siano tassate in percentuale del valore reale dell’auto aziendale che cambia a seconda delle emissioni dell’auto stessa. Nello specifico, per determinare il valore del Fringe Benefit sull’auto aziendale si deve:

  1. calcolare il valore dell’auto, verificandone il costo chilometrico dalle tabelle ACI e moltiplicando l’importo per una percorrenza convenzione di 15.000 km;
  2. verificare in che fascia di emissioni di anidride carbonica ricade l’auto e moltiplicare l’importo di cui al punto 1 per la percentuale di imposizione prevista per quella determinata fascia;

Una volta calcolato il Fringe Benefit dell’auto aziendale, questo importo forfettario andrà a costituire un reddito imponibile (potrà essere dedotto dal valore lordo la soglia di non imponibilità fiscale e contributiva prevista per i Fringe Benefit) e dovrà essere indicato mensilmente (diviso per 12 mensilità) in busta paga.

Per quanto riguarda l’azienda, gli autoveicoli assegnati in uso promiscuo al personale per la maggior parte del periodo di imposta, beneficiano di una percentuale di deducibilità IRES nella misura del 70% delle spese di gestione della vettura (carburante, manutenzioni, pneumatici, assicurazione, tassa di circolazione, etc.) e del costo di acquisizione (quote di ammortamento nel caso di acquisto diretto, canoni di leasing o noleggio). Riguardo al costo di acquisizione, peraltro, la deduzione è ammessa senza alcun limite rapportato al valore del mezzo.

Differenza tra Welfare Aziendale e Fringe Benefit

I due strumenti, apparentemente uguali, sono diversi tra loro come emerge dalle definizioni soprariportate.

La differenza sostanziale risiede nel fatto che il Welfare Aziendale deve essere offerto a tutto il personale, mentre i Fringe Benefit possono essere erogati individualmente.

welfare aziendale

Inoltre, non trascurabile, sono le diverse soglie di non imponibilità fiscale e contributiva dei due strumenti:

  • qualche centinaio di euro per il Fringe Benefit (a volte le Leggi di Bilancio aumentano la soglia di esenzione);
  • non ha limiti specifici per il welfare aziendale, tranne per alcuni servizi o beni erogati (si veda il successivo capitolo). Gli importi di servizi e beni erogati tramite Welfare Aziendale devono comunque essere congrui alle retribuzioni (si può assumere come congrua una cifra massima del 10% dei RAL medi).

Di seguito il Consulente del Lavoro di Studio Scudo approfondisce le diverse forme di imposizione.

Vantaggi contributi e fiscali del Welfare Aziendale e dei Fringe Benefit

I Fringe Benefit rientrano nel concetto generale di onnicomprensività del reddito da lavoro dipendente e concorrono quindi alla formazione del reddito imponibile ai fini INPS, INAIL e IRPEF. Non contribuiscono alla formazione del reddito imponibile per qualche centinaio di euro (da verificare ogni anno, considerando che spesso il legislatore modifica la soglia nelle Leggi di Bilancio).

Per quanto riguarda il Welfare Aziendale, il valore dei beni e servizi offerti o messi a disposizione del personale non rappresenta retribuzione imponibile da un punto di vista fiscale e previdenziale per i lavoratori e le lavoratrici. Viene prevista però una eccezione al principio di esenzione fiscale in caso di:

  • contributi di assistenza sanitaria versati ad enti o casse aventi esclusivamente per fini assistenziali in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale per un importo non superiore complessivamente ad Euro 3.615,20;
  • contributi versati alla previdenza complementare del lavoratore o lavoratrice fino ad Euro 5.164,57 annui.

In entrambi i casi, lato azienda, è dovuto il contributo di solidarietà INPS del 10%.

Imponibilità ai fini del TFR del Welfare Aziendale e dei Fringe Benefit

Salvo diversa previsione dei CCNL, il controvalore dei beni e servizi riconosciuto a titolo di Fringe Benefit rientra nella retribuzione utile al calcolo del TFR.

Per quanto riguarda i beni e servizi del paniere di Welfare Aziendale, non assumendo natura retributiva, non rilevano ai fini del calcolo della retribuzione utile ai fini del calcolo del TFR.

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